La trippa alla romana con un calice di Cesanese è esattamente questo: un abbinamento che sa di osteria vera, di domenica lenta, di inverno vissuto con gusto, non con rassegnazione.
Della trippa abbiamo già parlato passeggiando tra vicoli e trattorie nel nostro racconto sul quinto quarto, ma qui facciamo un passo in più: mettiamo accanto al piatto un vino di casa, il Cesanese del Lazio, e vediamo perché insieme funzionano così bene.
Trippa alla romana: comfort food con carattere
La trippa alla romana è uno di quei piatti che non chiedono presentazioni, ma meritano sempre una descrizione in più.
In pentola ci finiscono:
- trippa tagliata a listarelle,
- un soffritto fatto come si deve,
- pomodoro che avvolge tutto,
- una mano di mentuccia romana,
- e alla fine una pioggia senza timidezza di pecorino.
È un piatto:
- ricco ma non sgarbato,
- profumato ma non invadente,
- intenso ma rassicurante.
Sa di casa, di pranzi in famiglia, di rioni popolari, di pentoloni che sobbollono piano. È lo stesso mondo che abbiamo raccontato parlando di Trastevere, i suoi vicoli e la sua trippa
Entra in scena il Cesanese: rosso laziale dal cuore morbido
Se la trippa è Roma nel piatto, il Cesanese è il Lazio nel bicchiere.
Parliamo di un vino rosso storico, prodotto soprattutto tra Piglio, Olevano Romano e Affile, che per troppo tempo è rimasto un po’ sottotraccia e che oggi, finalmente, si è ripreso il ruolo che merita.
Cosa lo caratterizza?
- Colore: rosso rubino, spesso con riflessi violacei quando è giovane.
- Profumo: frutta rossa matura (ciliegia, prugna), a volte una nota di spezia dolce, erbe, terra bagnata.
- Bocca: è un vino morbido ma non molle, con una bella acidità e un tannino presente ma gentile, che pulisce senza graffiare.
È un vino che non fa il gradasso, ma non passa neanche inosservato: ha quella personalità equilibrata che lo rende perfetto per la cucina romana “seria”, quella fatta di sughi lunghi, frattaglie, cotture lente.
Perché trippa alla romana & Cesanese funzionano così bene insieme
Qui entriamo nel bello: l’abbinamento.
Cosa succede quando metti una forchettata di trippa alla romana vicino a un sorso di Cesanese?
- La grassezza del piatto (trippa, condimento, pecorino) incontra l’acidità del Cesanese, che ripulisce il palato e ti prepara al boccone successivo.
- Il pomodoro e la mentuccia dialogano con le note di frutta rossa e spezia del vino: non si coprono, si rincorrono.
- Il pecorino aggiunge sapidità e intensità, il tannino del Cesanese la tiene a bada e rimette ordine.
È un abbinamento che scalda l’inverno perché:
- è confortante senza essere pesante,
- appaga senza annientare,
- ti fa venire voglia di rallentare e goderti il piatto con calma, invece di mangiare di fretta.
È la dimostrazione perfetta di quanto la cucina romana stia bene con i vini del suo territorio: piatti veri, vini veri, nessuno che debba chiedere scusa per il proprio carattere.
Un piatto, un quartiere, un calice: il format che racconta Roma
La trippa, lo sappiamo, non è solo un piatto: è un pezzo di geografia emotiva della città.
Nel nostro articolo su
Trastevere e la trippa
abbiamo iniziato un viaggio che ci piace parecchio: raccontare Roma quartiere per quartiere, piatto per piatto.
L’idea è semplice e potente:
- ogni rione ha un sapore,
- ogni piatto tradizionale ha un luogo in cui sembra “più giusto”,
- ogni abbinamento ha una storia da raccontare.
Trippa & Cesanese sono un capitolo di questo racconto: un piatto che potresti immaginare in una trattoria storica, una tovaglia di carta, il vino rosso servito senza troppi giri di parole.
Più avanti parleremo di altri quartieri e altri piatti simbolo, ma intanto questo abbinamento ci dà già un’indicazione chiara: Roma d’inverno è una città che si vive molto a tavola.
Quando ordinare trippa & Cesanese (e come viverli al meglio)
Piccola guida pratica, da usare al ristorante o a casa:
- Momento giusto: è un abbinamento da pranzo o da cena “vera”, non da pausa veloce. Meglio se fuori fa freddo, piove o c’è quella giornata grigia che ti chiede comfort food.
- Ordine del gioco: inizia con un antipasto romano (un paio di fritti, un po’ di verdure ripassate), poi vai deciso di trippa. Il Cesanese può accompagnarti già dall’antipasto, ma con la trippa dà il meglio.
- Temperatura del vino: niente frigo assassino né rosso bollente. Il Cesanese dà il massimo a una temperatura di servizio intorno ai 16–18 °C, così mantiene freschezza e profumi.
- Ritmo: non è un abbinamento da “una forchettata e via”. È da mangiare lento, chiacchierando, facendo scarpetta e ricaricando il bicchiere senza fretta.
Trippa alla romana & Cesanese da Velavevodetto
Sulla carta sembra teoria, nel piatto è tutta un’altra storia.
Da Velavevodetto la trippa alla romana resta fedele alla tradizione: lenta, profumata, con la mentuccia al posto giusto e il pecorino che arriva al momento giusto.
Accanto, un buon Cesanese del Lazio fa quello che deve:
- sostiene il piatto senza sovrastarlo,
- accompagna fino all’ultima scarpetta,
- e trasforma una “semplice” trippa in un piccolo rito d’inverno.
Che tu sia team “trippa da sempre” o alla tua prima volta, questo abbinamento è il modo migliore per capire cosa vuol dire, davvero, mangiare romano d’inverno: piatto caldo, vino giusto, e la sensazione netta di essere nel posto adatto, al momento giusto.


