Perché proprio il giovedì?
La risposta nasce dalla cucina povera romana e dalla tradizione cattolica.
Il venerdì, infatti, era considerato giorno “di magro”: niente carne, pasti più semplici, spesso a base di pesce o legumi. Per questo il giovedì diventava il giorno ideale per portare in tavola qualcosa di più sostanzioso, capace di saziare davvero e gli gnocchi erano perfetti per questo ruolo. economici, abbondanti, calorici e fatti con ingredienti semplici, in pratica: il piatto ideale per affrontare il giorno successivo.
È così che nasce il proverbio romano che ancora oggi trovi scritto sulle lavagne delle trattorie.
“Giovedì gnocchi, venerdì pesce, sabato trippa”
Quel proverbio non è casuale. Racconta un’intera organizzazione della settimana romana.
- Giovedì gnocchi → il piatto ricco e sostanzioso
- Venerdì pesce → il giorno di magro imposto dalla tradizione religiosa
- Sabato trippa → il piatto popolare che anticipava la domenica
Ed è proprio qui che torna uno dei simboli della cucina romana: la trippa, un piatto diventato nel tempo una vera istituzione delle trattorie capitoline.
Gli gnocchi: origine di un piatto popolare
Oggi pensiamo subito agli gnocchi di patate, ma la storia è più lunga.
Gli gnocchi esistono da secoli e cambiano forma a seconda delle epoche e delle regioni. Prima dell’arrivo delle patate dall’America, venivano preparati con farine, acqua e pane raffermo. La versione con le patate si diffonde soprattutto tra Settecento e Ottocento, diventando nel tempo la più amata e a Roma succede qualcosa di particolare: gli gnocchi smettono di essere solo un piatto e diventano un appuntamento fisso.
Il giovedì nelle trattorie romane
Ancora oggi molte trattorie della Capitale rispettano questa tradizione.
Il giovedì compaiono gli gnocchi del giorno: al sugo, al ragù, alla sorrentina oppure nella versione più romana possibile, con coda o pajata, è una tradizione che resiste perché funziona, gli gnocchi hanno qualcosa che mette tutti d’accordo: sono conviviali, abbondanti, rassicuranti.
Sono il classico piatto che ti fa sentire immediatamente a casa.
E poi arriva lo street food romano
Come tutta la cucina romana, anche gli gnocchi hanno iniziato a cambiare forma.
Oggi la tradizione vive anche nello street food romano, con idee che prendono i piatti popolari e li trasformano in qualcosa di più veloce, ma senza perderne l’anima.
È il segno che la tradizione romana non è ferma. Cambia formato, ma resta sempre riconoscibile.
“Ridi ridi che la mamma ha fatto gli gnocchi”
E poi c’è quell’altra frase che tutti abbiamo sentito almeno una volta: “Ridi ridi che la mamma ha fatto gli gnocchi”, un modo di dire ironico, familiare, quasi affettuoso, poichè gli gnocchi, nella cultura popolare italiana, sono sempre stati legati all’idea di festa, abbondanza e felicità.
Insomma: se ci sono gli gnocchi, c’è un motivo per stare bene.
Come viviamo questa tradizione da Velavevodetto
Da Velavevodetto queste tradizioni non le trattiamo come folklore. Le viviamo davvero.
Perché la cucina romana è fatta di rituali, giorni precisi, piatti che arrivano nel momento giusto e il giovedì, inutile girarci intorno, profuma di gnocchi.
Quelli fatti bene.
Quelli che raccolgono il sugo.
Quelli che ti fanno venire voglia di fare la scarpetta.
Ti aspettiamo da Velavevodetto, a Roma e Milano.


